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La magia di Darrowby

30-09-2026 20:04

Dr. Luca Ansaldo

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La magia di Darrowby

Sono oramai trascorsi quasi trentacinque anni dall’apertura del mio piccolo studio in Piazza Alimonda.E’ straordinario il numero di clienti che nel corso del t

La magia di Darrowby
All’età di sei sette anni avevo già espresso la mia volontà di diventare un veterinario.


Di sicuro se avessi avuto poi un minimo dubbio sul mio destino, questo sarebbe stato del tutto fugato grazie alla lettura di un bellissimo libro, “Cose sagge e meravigliose” di James Herriot.


Avevo quindici anni quando lo acquistai. I miei genitori mi avevano momentaneamente parcheggiato presso un loro amico d’infanzia a Genova. Ci stavamo trasferendo da Ancona al capoluogo ligure, in realtà dopo un lungo  eregrinare nel centro Italia, durato otto anni a causa dei continui spostamenti a cui era soggetto mio papà per migliorare la sua posizione lavorativa nell’ambito dell’allora Banco di Roma.


Così, in attesa del trasloco, in quei giorni febbrili un amico di chi mi stava ospitando mi chiese che cosa avrei voluto fare da grande. Mi caldeggiò quindi quel capolavoro, scritto dal più famoso veterinario che sia mai esistito. In Italia la sua fama aumentò in modo esponenziale grazie ad una serie televisiva della BBC, tratta fedelmente dalle sue storie, messa in onda in Inghilterra alla fine degli anni settanta, e ritrasmessa dalla RAI dieci anni dopo.

 

James Herriot, il cui vero nome era Alf Wight, vendette oltre ottanta milioni di copie ma, nonostante l’incredibile successo, continuò ad esercitare la sua professione fino a tarda età nella tranquilla cittadina di Darrowby nel nord dell’Inghilterra.


La fama mondiale avrebbe potuto scombussolare chiunque, ma non lui, che invece rimase imperterrito a curare creature grandi e piccole, come se nulla fosse successo.


Se ne andò nel 1995 e pochi anni dopo la cittadina che era la protagonista dei suoi racconti creò un museo a lui dedicato, proprio nella casa dove lui visse e lavorò. Tutto questo avvenne a Thirsk, la Darrowby tanto ben descritta da Herriot in quella bucolica terra chiamata Yorkshire.
Una ventina di anni fa, facendo una ricerca sul web, scoprii questa realtà e immediatamente organizzai assieme a mia moglie e ai figli piccolini un viaggio di pochi giorni nel nord dell’Inghilterra con visita obbligata al museo. Fu però una vacanza fugace. Sarebbe stato necessario un ulteriore approfondimento che venne programmato due decenni dopo, con un preludio di cinque giorni a Londra, seguito da altri cinque giorni concentrati appunto solo a Darrowby.


La straordinarietà di questo luogo nasce proprio dalla sua immobilità nel tempo, cosa che ci è stata subito chiarita all’arrivo in Hotel dal proprietario del Golden Fleece. “Se siete venuti a Thirsk vent’anni fa, non la troverete molto cambiata”, ci disse. Ed effettivamente guardando le foto d’epoca del Marquet Square, la sensazione è stata quella di vivere in un borgo dove il tempo si è fermato, dove la gentilezza la fa da padrone e dove si respira un’aria davvero magica.


Non fu difficile per me e Daniela scoprire, peregrinando per Darrowby, il suo meraviglioso cinema Ritz, uno dei più antichi della Gran Bretagna, esistente dal 1912. Quella domenica avrebbero proiettato un film con i sottotitoli in lingua originale, Sunny Dancer. Il mio tallone d’Achille è proprio la comprensione dell’inglese parlato, ma l’aiuto dei sottotitoli e il fatto di aver già cercato di esercitarlo nei giorni precedenti, mi convinse ad andare.


Fu un successo, tanto che la storia fu per me talmente coinvolgente e commovente, da stentare a riuscire a non piangere. Alla fine mi ritrovai il viso segnato da rivoli di lacrime. Così uscimmo dal Ritz, provati ma felici, come probabilmente molte volte accadde a James Herriot con sua moglie Helen. E te li immagini proprio mentre tornano a braccetto verso la dimora di Kirkgate nella nebbia della sera. Così come ti immagini James chiacchierare con il suo collega e socio Siegfried Farnon fra le bancarelle della piazza del mercato. Così come potresti vederli entrambi scherzare con Kristine, la simpatica macellaia di Kirgate, che ci ha più volte accolti come se noi fossimo stati i clienti di una vita.


“Cosa ne dici di farci una birra al pub?” mi disse Dany, per scrollarci di dosso la malinconia del film. In un batter d’occhio entrammo in un locale a berci una Guinness. Era tarda sera e c’erano pochi avventori. Ci sedemmo a metà strada tra uno schermo televisivo che trasmetteva la finale degli US open di tennis ed un dj che pompava musica a tutto volume. Dany da vera amante del tennis non nascose l’esultanza ai bei colpi di Zverev contro Ben Shelton. Grazie anche al suo splendido sorriso entrò in sintonia con un giovane particolarmente interessato al match. La seconda birra scese giù in modo molto agevole tanto che quel tocco di brio ci portò a danzare in solitaria la musica del dj. Ma Shelton prese il sopravvento su Zverev e l’eccitazione portò il giovincello a chiamarci, con un inglese incomprensibile anche a causa dell’alto volume della musica.


“I’m sorry but we can’t understand you. We are Italians.” “Italians ?” Apriti cielo. In due ci accalappiarono, me da una parte e Dany dall’altra. Il giovane, decisamente brillo, cominciò a mostrarci tutti i tatuaggi sparsi, per fortuna, in superfici decenti del suo corpo. L’altro, sulla sessantina, partì con il raccontarci la sintesi didiciassette anni trascorsi come cameriere nella riviera romagnola.


Si soffermò, con una dovizia di particolari tanto inquietante da sembrare vera, sulla sua storia sentimentale durata un anno con una famosa cantante italiana di Forlì. All’epoca diceva di essere stato un gran bel ragazzo. Rimasi veramente colpito dai suoi racconti perché il primo 45 giri che comprai nella mia vita fu proprio di questa grande artista, che ho amato e stimo tuttora. Avrò ascoltato all’epoca quel vinile centinaia di volte, e mi fece una certa impressione sentir parlare dei suoi primi flirt di quell’epoca.


Arrivò un altro giro di birra offerto dal giovane, a cui non si poteva dire di no. Nel giro di pochi minuti mi ritrovai a cantare al microfono l’inno d’Italia con la mano orgogliosamente accostata al petto.


Vidi Dany perplessa. Forse lo erano anche le due gestrici del pub che chiusero subito i battenti.


Ripetuti baci e abbracci, take care and good luck coronarono la fine della serata. Fu decisamente un altro successo. Ci avvicinammo in modo cauto al nostro Golden Fleece Hotel facendo attenzione a non calpestare qualche anatra di passaggio. Si, perché in piena Market Square, ogni notte c’è un raduno di questi splendidi animaletti. Non è questa forse magia ? Una magia iniziata, chissà perché, nel giugno del 2024 quando una trentina di germani reali iniziò ogni giorno alle 20.30 a lasciare le sponde del fiume Cod Beck per raggiungere dopo una camminata di quindici minuti la piazza centrale di Darrowby. Il rituale inizia tipicamente con un forte starnazzamento con cui le madri chiamano e radunano i piccoli. A quel punto i germani si mettono in marcia formando due battaglioni paralleli lungo i marciapiedi di Thirsk fino a raggiungere il centro del borgo. Immaginate come se a Genova ogni sera una trentina di anatre partisse dal Bisagno per raggiungere Piazza Alimonda, sostare qui fino alle 4.30 del mattino, fino a ritornare in modo estremamente composto al torrente. 


Sarebbe di sicuro fenomenale. E questo fenomeno divenne talmente virale, ci spiegò un tassista di Thirsk, che fece passare in secondo piano per qualche mese la notorietà decennale di Herriot. Squadre di volontari si prodigano ogni giorno nello scortare le marce dei germani e nel vigilarli tutta la notte, fino al loro rientro nel fiume.


Chiesi il motivo di questo misterioso comportamento. L’ipotesi più accreditata è che le anatre impararono ad allontanarsi dal fiume per evitare predatori notturni, trovando rifugio nella piazza. Successivamente divenne un’abitudine appresa che iniziò a trasferirsi di generazione in generazione. Sarà, ma io, forse per deformazione professionale e per la mia cieca passione nel confronti del mio collega inglese, voglio credere che ci sia lo zampino di Mister James Herriot e del suo spirito, desideroso ogni notte di guidare queste splendide creature, trascorrendo con loro qualche ora di tranquillità nella sua amata Darrowby.

 

Luca Ansaldo

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