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Briciola: una sfida difficile

12-10-2016 00:00

Dr. Luca Ansaldo

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Briciola: una sfida difficile

Briciola: una sfida difficile.12 ottobre 2016  “Dottor Ansaldo  Buongiorno. Sono Mario Pensiero, volevo dirle che Briciola è morta. Un tracollo improv

“Dottor Ansaldo  Buongiorno. Sono Mario Pensiero, volevo dirle che Briciola è morta. Un tracollo improvviso, fino a mercoledi tutto come sempre, poi ha iniziato a non mangiare più, a bere smodatamente, poi da sabato sera a non toccare nè cibo nè acqua. Credo una sorta di collasso renale. Volevo anche ringraziarla per tutto quello che ha fatto per Briciola, se è arrivata felice a vent’anni è soprattutto per merito suo. Grazie ancora.”

 

Messaggio SMS ricevuto il 15 ottobre 2012   h 12.28

 

Avevo conosciuto Briciola ed il suo proprietario 6 anni prima. La sua storia è per molti aspetti emblematica, una storia che aveva tutte le caratteristiche per finire male, per prendere altre direzioni, una storia dove la fiducia del Signor Pensiero nella medicina veterinaria è stata premiata, premiando di riflesso anche me quale semplice promotore di soluzioni.

 

Il caso si era presentato fin dall’inizio piuttosto complesso. Briciola era una micia tricolore con ampie zone di bianco sul volto ed amava particolarmente il sole. La sua invidiabile situazione di semi-libertà le consentiva di uscire dalla villa, esplorare a suo piacimento l’ampia vallata alle spalle del Golfo Paradiso, e di rientrare ai richiami delle coccole del proprietario. Ma i raggi ultravioletti del sole penetrati a lungo nella pelle le provocarono gravi mutazioni all’interno delle cellule, fino ad indurre la comparsa di un carcinoma squamocellulare, un tumore dall’aggressività locale devastante e che solo provvedimenti altrettanto aggressivi ed immediati possono tenere sotto controllo.

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Il primo incontro con Briciola avvenne proprio al di fuori di quella villa appollaiata ai piedi di Uscio ed affacciata a quel polmone verde che la divide da Recco. Il tumore l’aveva aggredita sulla testa in più punti, proprio quelli ricoperti da pelo bianco, dove i raggi ultravioletti potevano penetrare più agevolmente: il tartufo e l’occhio sinistro. In compenso l’orecchio sinistro era stato già amputato in precedenza sempre per lo stesso problema.

 

La situazione era drammatica soprattutto perchè l’occhio risultava affetto sia sulla palpebra superiore che su quella inferiore e tendeva minacciosamente a espandersi sulla guancia: Briciola peraltro non era un soggetto del tutto docile, anzi era necessaria un’estrema destrezza per schivare graffi e morsi nel corso della visita. La decisione da prendere era difficile anche perchè si trattava di stabilire se salvare o enucleare l’occhio per consentire un’adeguata resezione della neoplasia.

Pochi mesi prima avevo partecipato ad un seminario di oncologia veterinaria dove un professore dell’Università di Torino aveva descritto l’opportunità chirurgica di salvataggio dell’occhio in situazioni simili. Preferii quindi che fosse lui a prendere la decisione più adeguata consigliando i proprietari a raggiungere la facoltà torinese. Il risultato della visita fu sconfortante, la palpebra inferiore era troppo colpita per salvare l’occhio per cui il consiglio era quello di eseguire una enucleazione associata alla nosectomia, cioè all’asportazione del tartufo resecandolo con un buon margine di sicurezza.

 

La situazione era critica: aveva  senso fare un intervento così devastante ad una bella gattina che se l’era goduta fino ad allora ? Avrebbe potuto continuare a vivere in quelle condizioni una vita dignitosa ? Per un essere umano qualsiasi cosa è lecita purchè la vita venga conservata, anche senza un occhio, una gamba, anche se si rimane paralizzati su di una sedia a rotelle per sempre. Ma è giusto prendere una decisione così forte per un animale ? Secondo me valeva la pena provare anche perchè al di là del carcinoma gli esami di Briciola erano perfetti. Inoltre il gettare la spugna avrebbe condotto ad un esito inevitabilmente infausto.

 

Ma quanti proprietari  a questo punto si sarebbero rifiutati di andare avanti e di far incidere quelle carni già massacrate dal tumore ? Tantissimi in situazioni analoghe, appena sentono parlare di chemioterapia e di interventi chirurgici di salvataggio, si bloccano e rinunciano.  Il Signor Pensiero no, al contrario decise di sfidare il tumore.

 

Ci incontrammo alle 6.30 del mattino per consegnarmi Briciola e riportarla all’Università di Torino per assistere a tutto l’intervento. Quel gatto senza già un padiglione auricolare subì quindi l’asportazione anche di un occhio e del naso.  Vi chiederete come si può arrivare a tanto e quale mostruoso risultato estetico poteva essere raggiunto. A distanza di poche settimane il pelo era ricresciuto, le cicatrici erano scomparse.

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Briciola era bellissima, non solo, aveva in qualche modo compensato la perdita dell’occhio e continuava imperterrita la sua attività predatoria, arrampicandosi anche con disinvoltura sugli alberi.

 

Il carcinoma squamocellulare ricomparve qualche tempo dopo sul margine auricolare dell’altro padiglione ma a questo punto la decisione fu più facile. Amputai l’orecchio colpito con un risultato estetico eccellente: riconquistammo nuovamente la simmetria !

 

I problemi seri ricomparvero con una strana congiuntivite all’unico occhio rimasto. Qui l’attenzione doveva essere massima. 

Non potevamo permetterci di perdere la visione. 

n esame delle cellule del margine palpebrale inferiore rivelò nuovamente la comparsa del male. Il Signor Pensiero ed io non demordemmo. Asportai il cuneo di tessuto malato ricucendo i margini sani. Il risultato estetico era più che accettabile e Briciola rispondeva alle molteplici anestesie come ad una cura ricostituente.

 

Le successive visite negli anni a seguire divennero routine, permeate dalla consapevolezza di avere preso la giusta decisione. Briciola era tornata una gatto come tanti altri, ma al tempo stesso veramente speciale per me e per il Signor Pensiero. I suoi anni conquistati rappresentano il frutto di una reciproca fiducia, dove la mia soddisfazione personale supera anni luce l’insignificante ritorno economico legato alle mie prestazioni professionali.

 

“Mi dispiace molto Signor Pensiero per Briciola e grazie a lei soprattutto per avermi scelto come suo veterinario.”

 

Messaggio SMS inviato.

 

Luca Ansaldo